SaaS: Sesso as a Service

L'individuo ha smesso di investire nella complessa "manutenzione" emotiva di una relazione stabile. L'altro viene smaterializzato in una utility prestazionale accessibile tramite swipe

  • L'eros della prestazione: <p>Secondo Bauman e Han, nella postmodernità il sesso si è positivizzato in pura prestazione. L'erotismo cessa di essere un incontro per diventare un capitale da accrescere e un atto utilitaristico sottomesso all'imperativo dell'orgasmo.</p>
  • Sesso as a Service (SaaS): <p>Le relazioni subiscono una servitizzazione digitale. Come nei software in cloud, non si investe più nella "manutenzione" affettiva di un legame stabile. L'altro è ridotto a una utility on-demand, attivabile con uno swipe e disattivabile con un log-out.</p>
  • L'e-commerce carnale: <p>Le app di dating funzionano come Amazon. L'utente seleziona le persone-oggetto da una lista dei desideri tramite swipe. Il match e la chat simulano i passaggi di un pagamento digitale, dove l'obiettivo finale è il consumo rapido e l'acquisto dell'orgasmo.</p>
  • Il trionfo dei non-luoghi: <p>Le piattaforme digitali sono i "non-luoghi" di Marc Augé. Privi di identità e relazioni vere, questi spazi virtuali colonizzano la realtà, azzerando i legami e conducendo l'individuo occidentale a una profonda solitudine carica di nevrosi psichiche.&nbsp;</p>

Il sociologo e filosofo polacco Zygmunt Bauman pubblicò nel febbraio del 2001 il volume The Individualized Society (Polity Press), il quale raccoglie al capitolo 17 un saggio seminale intitolato On Postmodern Uses of Sex ("Gli usi postmoderni del sesso"), originariamente apparso il 1° agosto 1998 sulla prestigiosa rivista accademica Theory, Culture & Society. Qui, Bauman descrive come nell'era moderna il sesso sia diventato un atto prettamente utile al raggiungimento dell'orgasmo. 


È d’accordo anche Byung-Chul Han, docente di filosofia e teoria dei media all’Università delle Belle Arti di Berlino, che in Eros in agonia, del 2012, scrive: «L’amore si è positivizzato nella sessualità», che è sottomessa alla prestazione. L’erotismo non sarebbe altro che «un capitale che si deve accrescere». 


Tuttavia, i dati empirici più recenti offrono un quadro decisamente più sfumato e complesso. All'interno del progetto di ricerca longitudinale How Couples Meet and Stay Together (HCMST), avviato nel 2009 da Michael Rosenfeld presso la Stanford University, lo studio specifico pubblicato nel 2019 sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) – intitolato Disintermediating Your Friends – dimostra che le relazioni nate online non presentano tassi di rottura superiori rispetto a quelle tradizionali. Al contrario, l'algoritmo ha progressivamente disintermediato i canali tradizionali (famiglia, amici, colleghi). I dati storici di Rosenfeld evidenziano che se nel 1995 il 33% delle coppie eterosessuali negli Stati Uniti si formava grazie alla mediazione di amici comuni e solo una percentuale prossima allo zero online, nel 2017 la quota di incontri online è balzata al 39%, mentre la mediazione degli amici è scesa al 20%, e quella familiare dal 15% al 7%. Rosenfeld evidenzia che questa transizione tecnologica non altera la qualità intrinseca o la stabilità dei legami: ha semplicemente esteso il pool di potenziali partner oltre i confini sociali e geografici predefiniti. 


L'antropologa biologica Helen Fisher, consulente scientifica di Match.com, afferma inoltre che «le app non cambiano il cervello umano: i meccanismi neurobiologici dell'attrazione romantica e dell'attaccamento a lungo termine si sono evoluti centinaia di migliaia di anni fa, e rimangono biologicamente invariati, La tecnologia è semplicemente il nuovo palcoscenico culturale all'interno del quale si esprimono impulsi biologici immutabili».


Riprendendo Han e la “positivizzazione dell'eros”, pare si sia ormai compiuta una transizione semantica ed economica verso il modello che qui su Esisto vorrei chiamare Sesso as a Service (SaaS). Mutuando l'acronimo dal Software as a Service - in cui le imprese rinunciano all'acquisto di costose infrastrutture fisiche per abbonarsi a servizi digitali flessibili e on-demand nel cloud -, l'individuo postmoderno cessa di investire nella complessa "manutenzione" emotiva di una relazione stabile. L'altro viene smaterializzato in una utility prestazionale accessibile tramite swipe, una risorsa liquida che si attiva al bisogno e si disattiva con un rapido log-out non appena il consumo erotico è stato esaurito, riducendo a zero i costi di transazione sentimentale. 


Questa transizione trova anche una solida sponda teorica nelle analisi sociologiche di Eva Illouz dedicate al "capitalismo emotivo" e, in particolare, nel concetto di "scelta negativa" (negative choice) formulato nel saggio La fine dell'amore (2019). Illouz spiega come la razionalizzazione neoliberista abbia colonizzato la sfera intima, spingendo gli individui a valutare i potenziali partner come merci all'interno di un mercato ad alta efficienza e rendimento. In questo e-commerce dei corpi, la libertà si esercita paradossalmente attraverso la facoltà di revocare o non avviare l'impegno affettivo in qualunque momento, tutelando la propria sovranità individuale. La possibilità di effettuare un rapido log-out relazionale riduce l'altro a pura utilità on-demand, legittimando la deregolamentazione sentimentale e azzerando i costi psicologici dell'abbandono.


A tal proposito, Michele Spaccarotella, autore del libro Il Piacere Digitale (Giunti, 2020), parla del sexting come Desiderio A Domicilio (un delivery dell’erotismo) e delle relazioni moderne come relazioni gassose, sottolineando come l’odierna velocità delle interazioni ne abbia modificato lo stato - da liquido a gassoso, appunto - rendendole simili a bolle che si formano e scoppiano con la stessa rapidità. Lo psicoterapeuta sottolinea come lo schermo e la chat possano trasformarsi anche in una "zona di comfort" protetta: un filtro, una distanza difensiva che cerca di neutralizzare l'angoscia del rifiuto e dalla tutela della responsabilità relazionale insita nel confronto faccia a faccia. In questa cornice, anche la manipolazione dell'immagine corporea che viene realizzata tramite filtri migliorativi (alle foto) che alterano corpi e connotati sembra rispondere a delle dinamiche di bisogno di rispecchiamento positivo e auto-validazione (i "like" e i "match"), rendendo la gratificazione virtuale prioritaria rispetto al piacere reale dell'incontro con l'Altro. 


Erotismo utilitaristico: l’e-commerce carnale

Quello di Bauman non è un discorso moralistico, non demonizza il sesso, ma presenta la visione occidentale postmoderna di intendere e vivere il sesso, l'amore e l'erotismo. Secondo il sociologo, il sesso rimanda alla sfera animale, l'amore a quella culturale, mentre l'erotismo nella sua versione postmoderna «si proclama, orgogliosamente e audacemente, unica e sufficiente ragione e scopo di se stesso». Un erotismo utilitaristico, dunque, come se fosse autoerotismo in coppia. 

Infatti, continua Bauman, il rapporto concepito come un continuo appagamento del desiderio, è «quello tipico fra clienti e servizi, consumatori e merci». Un e-commerce carnale: il volume Nati liquidi. Trasformazioni nel terzo millennio, scritto in forma dialogica da Zygmunt Bauman insieme a Thomas Leoncini e pubblicato nel 2017, contiene al capitolo 3 un'analisi intitolata Trasformazioni sessuali e amorose. Decadenza dei tabù nell'era dell'e-commerce sentimentale.

In quest’opera, i due evidenziano come le diverse applicazioni di messaggistica (come ad esempio WhatsApp, Telegram, gli Instagram Direct) non fanno altro che accorciare i tempi per raggiungere gli obiettivi, come la selezione di partner sessuali.

L’intento della ricerca di un partner amoroso diventa la prima causa di utilizzo per le applicazioni di dating, al cui interno, prima della chat, si sviluppano una serie di azioni che ricordano da vicino l’utilizzo che facciamo di Amazon con i beni di consumo.


Il glossario del sesso postmoderno

All’interno di un e-commerce decidiamo quale tipologia di oggetto vogliamo acquistare: in una app di dating scegliamo se cercare uomini o donne, l’età, la città. Poi siamo pronti per cominciare, e scegliere quali persone-oggetto inserire nella nostra lista dei desideri, attraverso lo swipe. Lo swipe è un’azione molto comune nei dispositivi mobili: col dito possiamo scorrere a destra o a sinistra una foto in galleria, una pagina web, le schede delle applicazioni, e così via. Nelle app di dating con uno swipe a sinistra diamo un parere negativo al possibile partner, con uno a destra uno positivo. Un like.

Se la persona che ci piace ricambia, ecco che otteniamo un match. Il match è la compatibilità, quindi possiamo già sapere che l’altro utente è interessato a noi. Da qui inizia la chat, che è un po’ come inserire i dati della carta di credito o fare il login con PayPal prima di pagare il prodotto sull’e-commerce. Ci scambiamo un po’ di informazioni, di dati, di impressioni, poi fissiamo un primo appuntamento, che nella maggior parte dei casi è già quello in cui si ottiene l’obiettivo dell’uso postmoderno del sesso: l’orgasmo, nei casi migliori.


I non luoghi, morte delle relazioni

Come l'etnologo e antropologo francese Marc Augé ha teorizzato nel suo lavoro sulla supermodernità, i "non-luoghi" rappresentano l'opposto dei luoghi antropologici. Essi sono spazi di transito e consumo in cui gli individui rimangono anonimi e privi di autentica relazionalità o radici storiche (come stazioni, aeroporti o centri commerciali). Le piattaforme di dating e i social network operano a tutti gli effetti come non-luoghi virtuali. Le loro interfacce grafiche sono deliberatamente strutturate per favorire una navigazione transitoria e seriale, decontestualizzando il profilo dell'utente e spingendolo in un loop continuo di scorrimento anonimo che induce alienazione. L’uso postmoderno del sesso non fa altro che trasporre il non-luogo di Augé nella realtà fisica. La camera da letto e i contesti d'incontro vengono così espropriati della loro densità relazionale e della loro identità storica, riducendo l'altro a un elemento di transito anonimo e provocando la dissoluzione dei legami profondi. 


Oggi, nella cultura occidentale, l’erotismo ha acquistato un’importanza che non aveva in precedenza, ma accanto a questa è presente una nuova leggerezza e volatilità propria dei nostri tempi. Zygmunt Bauman conclude il saggio sottolineando come la vittima di questa dimensione strumentale sia l’amore, e il destino a cui ci fa avvicinare il sesso postmoderno è «una situazione carica di nevrosi psichiche, tanto più gravi per il fatto che non è più chiaro quale sia la “norma” e di conseguenza quale tipo di “conformità alla norma” sia in grado di guarirle».


Questo articolo su Esisto è la riscrittura e l’approfondimento di quello che pubblicai l’11 ottobre 2018 su La Stampa, dal titolo “Swipe, like, match, chat: il glossario dell’uso postmoderno del sesso”.

Sources:

<p><strong>Zygmunt Bauman</strong> - <em>La società individualizzata. Come cambia la nostra esperienza</em> (edito da Il Mulino)</p><p><strong>Byung-Chul Han</strong> - <em>Eros in agonia</em> (edito da Nottetempo)</p><p><strong>Zygmunt Bauman &amp; Thomas Leoncini</strong> - <em>Nati liquidi</em> (edito da Sperling &amp; Kupfer)</p><p><strong>Marc Augé</strong> - <em>Nonluoghi. Introduzione a una antropologia della surmodernità</em> (edito da Elèuthera)</p><p><strong>Michele Spaccarotella</strong> - Il piacere digitale - #Sex&amp;TheSocial (Giunti)</p><p><strong>Eva</strong> <strong>Illouz</strong> - La fine dell'amore. Sociologia delle relazioni negative (Codice)</p>